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Il Piano di Gestione delle Diversità

Sezione 1

La scuola e la gestione delle diversità

1.1 Premessa: la genesi del piano

Il gruppo di lavoro si è costituito il 21 ottobre 2013 per sviluppare il Piano di Gestione delle Diversità dell’Istituto, composto dal Dirigente Scolastico Patrizia Matini e dai docenti Nicoletta Farmeschi (primaria di Castel del Piano), Loriana Caprilli (scuola infanzia Arcidosso), Gina Giusti (primaria Arcidosso), Filomena Battista (primaria Castel del Piano), Antonella Coppi (primaria Castel del Piano) e Anna Maria Patania (primaria di Arcidosso).

La condivisione delle premesse che hanno portato alla approvazione della delibera regionale e delle prime sperimentazioni di processi di formulazione del Piano di Gestione delle diversità, hanno determinato la focalizzazione del processo da avviare sul concetto di diversità. Il concetto di diversità richiama a situazione ormai consolidate che non tengono conto di un gran numero di criticità legate ai processi di apprendimento e alla vita scolastica degli studenti, nonché ai rapporti con le famiglie. Inoltre il gruppo di lavoro concorda nella osservazione che il concetto di diversità debba essere riletto attraverso il concetto di “differenze” di natura culturale, economica o familiare o soggettiva che possono determinare vulnerabilità e difficoltà nei percorsi di apprendimento.

Il documento del ministero sui Bisogni Educativi Speciali (BES) mette l’accento sul concetto di inclusività legato a situazioni di disagio anche temporanee; i BES pongono l’accento sulle risposte in termini di personalizzazione dell’insegnamento e della valutazione nei confronti di alcuni elementi soggettivi come le disabilità fisiche, i disturbi dell’apprendimento o anche le difficoltà di natura socio-economica e culturale.

I BES sottolineano la necessità di percorsi personalizzati, di strategie specifiche, di emersione di buone prassi, di condivisione di processi educativi con le famiglie e con gli attori del territorio (servizi sociali e sanitari, organizzazioni non profit, volontariato).

Il concetto di inclusività costituisce il necessario e sostanziale snodo tra la previsione della circolare sui BES e la costruzione del Piano di Gestione delle Diversità.

 

Le fasi di lavoro

La prima fase di lavoro prevedeva una ricognizione della storia delle istituzioni scolastiche che compongono l’Istituto Comprensivo Vannini-Lazzaretti. L’obiettivo di questa fase è stato quello di definire valori e identità della scuola che sono condivise, una identità da costruire che tenesse conto della nuova istituzione nata in un luogo, in un territorio, in una comunità con cui interagisce.

A questo scopo il gruppo di lavoro potrò essere integrato anche da insegnanti della scuola secondaria di I grado per individuare i valori e gli elementi identitari da condividere per formare un’unica visione.

La seconda fase di lavoro è stata l’approfondimento delle aree di vulnerabilità che sono state individuate e l’eventuale ricognizione di altre aree. Il gruppo di lavoro ha fornito diversi materiali che sono stati riclassificati nell’ottica di disporre e condividere strumenti e modalità pensate per gli studenti a rischio di esclusione. In questa fase sono stati anche rielaborati alcuni dati della scuola (numero alunni, provenienze degli stranieri, residenza nel territorio, alunni con disabilità e disturbi specifici dell’apprendimento) in modo da offrire una fotografia iniziale dell’Istituto da aggiornare anno per anno.

La terza fase del lavoro è stata la ricognizione delle risorse e delle buone prassi, insieme alla definizione di un sistema che permettesse una valutazione degli impatti delle azioni.

Il processo di redazione del Piano di Gestione ha tenuto conto anche delle necessarie integrazioni con i processi istituzionali della scuola: presentazione al collegio dei docenti, informazione ai genitori, condivisione con i consigli di classe, secondo quanto previsto dalla scuola stessa e indicato.

 

1.2 Identità e valori

L’identità della scuola si definisce attraverso le tre finalità seguenti:

  1. costruire una specifica identità culturale dell’Istituto tenendo conto dell’opportunità offerta dalla presenza dei tre ordini di scuola;
  2. individuare le finalità e le scelte operative da effettuare per organizzare un servizio scolastico rispondente ai bisogni formativi dei giovani e degli adulti del nostro territorio;
  3. promuovere iniziative che rendano visibile l’identità culturale dell’istituzione scolastica per:
  • favorire il senso di responsabilità e la partecipazione attiva dei vari soggetti coinvolti nel progetto formativo della scuola;
  • stimolare la partecipazione alle iniziative di formazione ed aggiornamento per l’innovazione educativo-didattica promossa dall’Istituto.

 

1.3 Vision

Incontro e appartenenza costituiscono gli elementi che delineano la vision dell’IC Vannini-Lazzaretti.

In particolare incontro significa:

  • favorire il dialogo e il confronto tra gli operatori scolastici, tra gli insegnanti e le famiglie, tra la scuola e il territorio;
  • migliorare la qualità della comunicazione fra i vari ordini di scuola per realizzare un percorso formativo unitario e continuo;
  • valorizzare le risorse formative territoriali e la progettualità delle istituzioni locali per integrare i diversi interventi.

Il senso di appartenenza si afferma attraverso una dimensione interna alle finalità istitutive della scuola e ad una esterna sul suo ruolo nel territorio. In questo duplice senso appartenenza significa:

  • promuovere il senso di appartenenza alla scuola attraverso la condivisione delle finalità formative e dei principi che regolano la comunità scolastica;
  • promuovere iniziative che rendano visibile l’identità culturale dell’istituzione scolastica per un curricolo locale che aiuti gli alunni a:
    1. prendere coscienza della comunità di appartenenza;
    2. conoscere le forme di espressione culturali presenti nel territorio;
    3. essere consapevoli delle risorse per farne un uso appropriato.



1.4 Contesto scuola

Descrizione della scuola

Inaugurato il 1° Settembre 2012, l'Istituto Comprensivo Vannini Lazzaretti ha sede presso l'edificio scolastico della scuola secondaria di primo grado di Castel del Piano, ove risiedono anche la segreteria e la presidenza.

Il nuovo comprensivo sostituisce l'ex Istituto Vannini di Castel del Piano e l'ex Lazzaretti di Arcidosso e riunisce tutte scuole dell'infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado dei comuni di Arcidosso, Castel del Piano e Seggiano, raggiungendo anche Montenero d'Orcia

  • Infanzia
    • Scuola Materna Casteldelpiano
    • Scuola Materna Montenero
    • Scuola Materna Arcidosso
    • Scuola Materna Seggiano
  • Primaria
    • Scuola Primaria Luigi Santucci – Casteldelpiano
    • Scuola Primaria E. Toti – Montenero
    • Scuola Primaria D.Alighieri – Arcidosso
    • Scuola Primaria I.Tamburelli - Seggiano
  • Secondaria I grado
    • Scuola Media O.Vannini– Casteldelpiano
    • Scuola Media G. Carducci - Arcidosso

Il territorio dell’Istituto Comprensivo presenta i vantaggi e gli svantaggi di una zona montana che ha sempre cercato di emergere e di trovare un’identità personale umana, culturale ed economica. Sono chiari i segni di una marginalità geografica e socioculturale, nonostante la ricchezza antropologica oltre che paesaggistica ed artistica di immenso valore della zona amiatina.

Sono numerose e qualitativamente rilevanti le esperienze e i progetti volti ad un recupero della memoria storica e non mancano interessanti iniziative di carattere internazionale che cercano di integrarsi e confrontarsi con la nostra realtà culturale .

Gli enti locali (Unione dei Comuni,ASL) forniscono servizi e mezzi essenziali per il buon funzionamento della scuola organizzati

 

I temi prevalenti

Innovazione e sperimentazione in una dimensione europea

La scuola è aperta alle innovazioni didattiche e alla sperimentazione in un’ottica di costruzione di una dimensione europea del cittadino. In questo senso sono state avviate le sperimentazione delle classi 2.0, la didattica comunitaria del progetto senza zaino e l’attenzione per lo studio delle lingue (possibilità di certificazioni Cambridge fin dalla scuola primaria) e alle nuove tecnologie (certificazioni ECDL, utilizzo di piattaforme virtuali).

 

Scuola media a indirizzo musicale

Raccogliendo le richieste del territorio dall’anno scolastico 2009/2010, è stata avviato l’indirizzo musicale per la Scuola secondaria di primo grado. Il primo obiettivo di Orchestra e dell’Indirizzo Musicale è quello di favorire il processo di apprendimento e la maturazione del senso critico ed estetico dei ragazzi attraverso le diverse esperienze del fare e dell’ascoltare.

Gli alunni che intendono iscriversi all’Indirizzo Musicale devono aver superato i test attitudinali basati su prove ritmiche, discriminazione uditiva ed ascolto, capacità di intonazione, più un colloquio motivazionale. Le prove effettuate dalla Commissione costituita dai Docenti di Strumento della Scuola ad Ind. Mus., hanno l’utilità di evidenziare la predisposizione di ogni alunno verso uno strumento in particolare e consentono ai Docenti anche di individuare eventuali problematiche ( ritmo, intonazione…) presenti in ogni candidato, in modo da intervenire “cum ratio” quando gli alunni inizieranno il percorso didattico.

 

Senza zaino

Dall’anno scolastico 2006/2007 è attivata la sperimentazione del progetto “Senza Zaino”. ll progetto Senza Zaino, promosso da IRRE Toscana, prende spunto dalla proposta di eliminare lo zaino per indicare la strada di un generale rinnovamento nella scuola, in particolare della primaria, secondo una visione globale e sistemica che vuole promuovere autonomia, partecipazione e responsabilità.

Senza Zaino propone un nuovo modello di scuola, dove il sapere si fonda sull’esperienza e alunni e docenti sono impegnati a creare un ambiente ricco di stimoli. Il metodo di lavoro ha al centro la nozione di curricolo globale, che lega la progettazione della formazione alla progettazione dello spazio Realizzare l’ospitalità dell’ambiente formativo, promuovere la responsabilità e l’autonomia dei ragazzi, fare della scuola una comunità di ricerca, sono i tre valori che ispirano l’azione educativa.

 

I protagonisti: alunni, insegnanti, famiglie

Sono 854 gli alunni del comprensivo con una rilevante presenza di alunni stranieri (25%).

 

Dati alunni

totali

Maschi

%

Femmine

%

Di cui stranieri

%

Scuole dell'infanzia

231

126

55%

105

45,5%

60

26,0%

Primarie

373

201

54%

171

46%

91

24,4%

Scuole secondarie di primo grado

246

113

46%

133

54,1%

62

25,2%

Centro territoriale

4

         

0,0%

Totali

854

440

52%

409

48,2%

213

24,9%

 

Gli alunni sono così suddivisi tra le scuole:

  • scuole dell’infanzia
    • Arcidosso, 93 alunni
    • Montenero, 16 alunni
    • Seggiano, 35 alunni
    • Castel del Piano, 87 alunni
  • scuole primarie
    • Arcidosso, 147 alunni
    • Montenero, 19 alunni
    • Seggiano, 50 alunni
    • Castel del Piano, 157 alunni
  • scuole secondarie di primo grado
    • Arcidosso, 134 alunni
    • Castel del Piano, 112 alunni

 

I docenti sono in totale 142 così suddivisi:

  • scuole dell’infanzia
    • Arcidosso, 23 docenti
    • Montenero, 3 docenti
    • Seggiano, 10 docenti
    • Castel del Piano, 23 docenti
  • scuole primarie
    • Arcidosso, 8 docenti
    • Montenero, 2 docenti
    • Seggiano, 3 docenti
    • Castel del Piano, 6 docenti
  • scuole secondarie di primo grado
    • Arcidosso, 21 docenti
    • Castel del Piano, 19 docenti

A costoro si aggiungono 7 docenti del Centro Territoriale





Il sistema delle relazioni esterne

 

1.5 Il percorso istituzionale: descrizione percorso annuale di approvazione e organizzazione interna per la sua attuazione

Il percorso di costruzione del Piano di Gestione delle Diversità, avviato con l’adesione alla rete di scuole che hanno promosso il progetto Intendi, si è completato nel giugno del 2014 con la prima valutazione delle azioni promosse:

  • Adesione alla rete per il progetto INTENDI
  • Settembre 2012: identificazione contenuti, perimetro, identità, valori e visione della scuola
  • Ottobre 2013: costituzione gruppo di lavoro
  • Giugno 2014: approvazione del Collegio dei Docenti e monitoraggio del primo anno

A regime il processo istituzionale di approvazione del Piano di Gestione delle diversità sarà avviato nel mese di ottobre con la presentazione ai docenti degli obiettivi dell’anno nell’ambito del Collegio dei Docenti e una giornata dedicata ai temi dell’inclusività per gli alunni. All’attuazione delle azioni previste per l’anno seguirà la valutazione finale a giugno e l’approvazione nel Collegio dei Docenti di fine anno.













Sezione 2

Accogliere le differenze: verso una scuola inclusiva

 

2.1 Descrizione delle differenze che causano esclusioni

Il lavoro preliminare, di natura organizzativa, è stato quello di individuare il perimetro entro cui il Piano di Gestione opera e le modalità di definizione delle aree di fragilità. La necessità su cui è stato imbastito il lavoro iniziale, è integrare il lavoro svolto, soprattutto in certi ambiti (studenti DSA e stranieri), e di estendere a tutti gli ordini del comprensivo modalità omogenee di accoglienza e strumenti condivisi per la gestione dei processi di apprendimento degli studenti a rischio di esclusione.

Il primo ambito di attenzione riguarda gli alunni con difficoltà di natura linguistica, in particolare degli alunni stranieri che nel comprensivo Vannini-Lazzeretti costituiscono una presenza significativa, intorno al 25%; per questa ragione la scuola è destinataria di specifici fondi e strumenti.

Il secondo ambito di lavoro individuato è quello relativo agli studenti con disturbi specifici nell’apprendimento (DSA). Nell’Istituto esiste un protocollo già predisposto per le scuole primarie di accoglienza e programmazione delle attività didattiche per questi alunni. Il protocollo dovrebbe essere adattato anche agli altri ordini dell’Istituto.

La scuola ha già individuato un referente e dall’A.S. 2012-.2013 è stato adottato il PDP che viene consegnato alle insegnanti e da loro elaborato all’interno dell’interclasse o del consiglio di classe. È previsto, ma non sempre attuato, un incontro con il neuropsichiatra infantile.

Un terzo ambito segnalato è relativo agli studenti con disabilità di tipo fisico.

Infine è stata posta attenzione alle difficoltà connesse alla distanza dalla scuole degli studenti rispetto ai loro luoghi di residenza. Sono stati citati alcuni casi di difficoltà nel raggiungere la scuola o nel tornare a casa (es. studenti di Montenero) soprattutto per motivi ambientali e stagionali connessi ai fenomeni meteorologici. Tali difficoltà incidono sulla didattica e sulla possibilità per i ragazzi di frequentare tutte le ore.

 

2.2 Opportunità connesse

Alunni stranieri

La presenza degli alunni stranieri nelle scuole della Provincia non è più occasionale, ma un dato strutturale in continua crescita.

L'educazione interculturale non deve essere considerata come una disciplina aggiuntiva, ma un approccio per rivedere i curricoli formativi e gli stili comunicativi con un maggior ruolo delle nuove tecnologie didattiche, la gestione educativa delle differenze e dei bisogni di apprendimento.

All’Istituto è richiesto un passaggio da una “gestione” dell’alunno straniero come "problema" ad una gestione pedagogica e didattica delle differenze, non come elemento aggiuntivo ma come elemento "educativo".

Il punto centrale delle azioni della scuola è il diritto dell’alunno e della sua famiglia a trovare spazi di accoglienza, ascolto, comunicazione, aiuto e facilitazione nel processo di inserimento nella comunità ospite.

Il percorso educativo si propone di promuovere un'autentica comunicazione interculturale, sviluppando l'attitudine all'incontro, al dialogo, al confronto, alla negoziazione e agendo, sia sul piano cognitivo, delle informazioni e delle competenze, sia sul piano affettivo e relazionale, degli atteggiamenti e delle rappresentazioni.

 

Alunni con disturbi specifici dell’apprendimento

La presenza di alunni con disturbi specifici di apprendimento rappresenta un’opportunità per l’Istituto in quanto determina uno sforzo in termini di semplificazioni dei testi didattici e di sviluppo di approcci didattici come il cooperative learning che sono di grande utilità per favorire la partecipazione di tutti gli studenti alla vita scolastica e la creazione di legami di solidarietà ed aiuto reciproco tra gli studenti che possono sentirsi tutti protagonisti di processi collettivi di apprendimento.

Inoltre le risposte e gli strumenti creati risultano di grande utilità per gli alunni delle classi inferiori.

 

Alunni disabili

La presenza di alunni diversamente abili nella scuola è un’occasione per aumentare il coinvolgimento e la responsabilità di tutti gli altri bambini. Inoltre alcune strategie e percorsi che attuati per gli alunni diversamente abili, permettono di disporre di strumenti utili anche per altri bambini. Gli insegnanti negli anni hanno osservato che tra i bambini che escono da classi con la presenza di disabili c’è maggiore consapevolezza e maturità.

 

2.3 I processi collegati

2.3.1 I processi di accoglienza per gli alunni stranieri

Nell’Istituto è in vigore un Protocollo di accoglienza degli studenti stranieri il cui fine è quello di garantire una maggiore inclusione, in ottemperanza alla vigente legislazione e alle Linee Guida ministeriali per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri.

Le difficoltà manifestate dagli alunni stranieri sono di natura linguistica e di adattamento al contesto scuola. Le cause di esclusione derivano dalle difficoltà di apprendimento e di integrazione.

Gli atti normativi attribuiscono al Collegio dei Docenti numerosi compiti deliberativi e di proposta, e il Protocollo di accoglienza in particolare si propone di:

  • definire pratiche condivise all'interno delle scuole in tema d'accoglienza di alunni stranieri;
  • facilitare l'ingresso di bambini e ragazzi di altra nazionalità nel sistema scolastico e sociale;
  • sostenere gli alunni neo-arrivati nella fase di adattamento al nuovo contesto;
  • favorire un clima d'accoglienza e di attenzione alle relazioni che prevenga e rimuova eventuali ostacoli alla piena integrazione;
  • costruire un contesto favorevole all'incontro con le altre culture e con le "storie" di ogni alunno;
  • promuovere la comunicazione e la collaborazione fra scuola e territorio sui temi dell'accoglienza e dell'educazione interculturale, nell'ottica di un sistema formativo integrato.

 

Il percorso di accoglienza delle famiglie e degli alunni stranieri attraversa due momenti successivi: l’accoglienza nella scuola; l’accoglienza in classe.

Gli attori di questo processo sono:

  • l’alunno e la sua famiglia;
  • l’addetto di segreteria;
  • la commissione di accoglienza
  • gli insegnanti;
  • i compagni di classe.

Il primo contatto con la scuola, la famiglia lo intrattiene con la segreteria all’interno della quale trova una persona addetta (ATA) che accogliendo la famiglia raccoglie i dati.

L’addetto di segreteria fornisce informazione ai genitori sulla scuola e risponde alle prime domande che permettono alla famiglia di comprendere il funzionamento della scuola e dell’ambiente circostante.

La segreteria conclude il lavoro comunicando al coordinatore delle classi l’arrivo del nuovo alunno.

Compiti della segreteria

  • Accogliere la famiglia e accertarne re la nazionalità
  • Prendere i dati anagrafici ed il recapito e relativi numeri telefonici
  • Richiedere copia autentica o conforme dei titoli di studio in possesso dello studente raccoglie la documentazione relativa alla precedente scolarità (se esistente)
  • Dare informazioni sull’orario scolastico e sulla dislocazione dei plessi
  • Fornire ai genitori le informazioni essenziali sul funzionamento della scuola orari di apertura e chiusura della scuola, servizi scuolabus e mensa...materiali vari, diario o libretto delle giustificazioni, calendario scolastico...
  • Comunicare l’arrivo del nuovo alunno straniero agli insegnanti e fissare la data del primo incontro
  • Acquisire l'opzione di avvalersi o non avvalersi dell'insegnamento della Religione Cattolica

 

Strumenti

  • Domanda di iscrizione da integrare con richiesta se avvalersi o no della religione cattolica
  • Richiesta uscita ed eventuale delega scritta ad altro adulto che abbia compiuto 18 anni
  • Informazioni su allergie, intolleranze, patologie, religione o altro che la famiglia vuole far sapere
  • Guida per genitori sul funzionamento della scuola in Italia a livello nazionale e locale.

Le insegnanti di classe fissano un appuntamento con i genitori per presentare la scuola e somministrare un test linguistico di ingresso all’alunno. L'alunno straniero viene di norma iscritto alla classe corrispondente all'età anagrafica, secondo legge, salvo essere inserito nella classe immediatamente inferiore se non in possesso dei prerequisiti necessari per tale frequenza.

Per un veloce e proficuo inserimento è auspicabile che l’alunno sia affiancato, specialmente nei primi tempi, da un compagno di classe che svolga la funzione di tutor.

I docenti devono favorire l’interazione nella classe promuovendo attività in piccoli gruppi, attività di cooperative learning, attività in contesto variato.

Inoltre i docenti devono forniti di materiale di routine bilingue o nella lingua di origine per la comunicazione scuola-famiglia.

 

Compiti dei docenti della classe

  • Facilitare forme di comunicazioni
  • Inserimento in piccoli gruppi
  • Attività e colloqui individuali
  • Utilizzo prevalente di tecniche non verbali
  • Si organizzano giochi per accogliere il bambino in classe con modalità partecipate

 

Strumenti consigliati

  • Cartellone di accoglienza
  • Giochi di presentazione
  • Istruzioni
  • Libri
  • Glossari



2.3.2 I processi di accoglienza per gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento

Le differenze nelle caratteristiche e nelle diverse capacità di apprendimento, sono state nel tempo categorizzate intorno ai bisogni specifici di apprendimento di coloro che manifestano tali difficoltà; in pratica i cosiddetti alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA).

Il riconoscimento dell’esistenza di disturbi specifici dell’apprendimento non crea di per sé esclusione da parte degli altri studenti o delle altre componenti della scuola. La fragilità è di natura personale degli alunni che possono perdere l’autostima e la fiducia in se stessi confrontandosi con risultati non soddisfacenti.

L’Istituto intende rafforzare la visione della presenza di DSA come differenza e non come menomazione, attraverso una maggiore informazione alle famiglie e la predisposizione di strumenti che valorizzino i processi di apprendimento.

L’individuazione di DSA negli alunni può portare, in un certo numero di casi, ad una certificazione dell’ASL che determina un programmazione differenziata e l’accesso a strumenti specifici e al contributo professionale dell’ASL stesso.

Nella maggior parte dei casi, tuttavia, non c’è una certificazione dei DSA: gli insegnanti in questi casi predispongono comunque una programmazione differenziata in termini di obiettivi di apprendimento, di valutazione e di strumenti didattici.

Per gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento non c’è un’accoglienza specifica in quanto la loro individuazione avviene direttamente nei primi anni della scuola primaria.

Ogni anno vengono forniti dall’Asl dei test da somministrare in prima e seconda elementare per rilevare gli studenti che manifestano disturbi specifici dell’apprendimento. Prima della somministrazione dei test l’ASL provvede a illustrarne i contenuti agli insegnanti e, dopo averli somministrati vengono letti e interpretati dal neuropsichiatra.

I risultati dei test sono forniti ai genitori e da questi, in genere ai docenti. Alla famiglia viene suggerito un incontro con il neuropsichiatra e, da questi, con il logopedista. È inquesta fase che la famiglia decide se coinvolgere o meno i docenti che, comunque, nel somministrare i test e nell’osservazione dei comportamenti sono quasi sempre in grado di registrare queste difficoltà.

L’accoglienza in classe è improntata alla solidarietà tra gli alunni: attraverso metodologie come il cooperative learning l’accoglienza specifica in classe non è necessaria in quanto i bambini sono chiamati ad aiutarsi vicendevolmente, ognuno dando il proprio contributo.

 

2.3.3 I processi di accoglienza per gli alunni disabili

Il processo di accoglienza per gli alunni diversamente abili viene avviato dal primo contatto tra la dirigente e i genitori, su segnalazione dell’ASL. La dirigente raccoglie notizie e bisogni per l’indirizzo da dare al lavoro della segreteria e ai genitori stessi.

La segreteria riceve i genitori che portano la documentazione relativa all’alunno. In questa fase viene anche fissato un nuovo incontro con i genitori e con il neuropsichiatra per allestire l’ambiente scolastico con strumenti ed ausili necessari all’alunno; ogni bambino disabile ha, infatti, bisogno del suo corredo didattico, degli spazi e del materiale didattico. È l’occasione, questa prima fase di accoglienza, anche per il primo approccio relazionale con il bambino.

In alcuni casi si provvede anche ad un incontro con gli insegnanti dell’ordine scolastico precedente

Nella scuola c’è un psicopedagogista  interno che si occupa di tenere i contatti con neuropsichiatra, genitori, docenti. A lui spetta il compito di gestire tutte le problematiche relative agli alunni, dall’adeguamento all’ambiente, all’autonomia, alle relazioni.

2.3.4 I processi di empowerment degli alunni stranieri

Al fine di garantire percorsi di apprendimento efficaci e inclusivi per gli alunni con stranieri, i programmi scolastici sono semplificati, facilitati ed adattati ai livelli di competenza linguistica dei singoli alunni eventualmente facendo uso di materiali visivi, musicali e grafici.

La programmazione è differenziata e tiene conto del livello di partenza; l’adattamento ai diversi casi comporta anche al differenziazione degli obiettivi di apprendimento che sono fissati e delle valutazioni, in una logica di individualizzazione dei percorsi.

Laddove necessario per rafforzare le competenze linguistiche sono attivati specifici interventi per facilitare l’apprendimento della lingua italiana.

I processi di empowerment riguardano l’intera classe attraverso la riflessione sui valori; le differenze sono un’occasione per adeguare la didattica: ad esempio le discipline di storia e geografia sono adattate e tengono conto della presenza in classe studenti stranieri.

Attraverso l’approccio del “decentramento” in classe si coglie l’occasione per lavorare sul pregiudizio.

L’adeguamento della didattica e degli strumenti utilizzati risulta di grande utilità anche agli alunni italiani.

 

Compiti dei docenti della classe

  • Definire obiettivi individualizzati di apprendimento
  • Programmare in modo differenziato
  • Lavorare sul pregiudizio attraverso il decentramento

 

Strumenti

  • Individuazione di alunno che svolge il compito di tutor
  • Uso della cartina geografica come strumento didattico
  • Video da utilizzare: “La valigia”
  • Semplificazione dei testi con un lavoro di gruppo attraverso mappe e immagini
  • Scheda 5.10 a scuola di intercultura

 

2.3.5 I processi di empowerment degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento

L’individuazione, certificata o meno, degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento, determina una strategia di personalizzazione dei percorsi che può coinvolgere le famiglie e i professionisti (logopedista, neuropsichiatra). Laddove le famiglie decidano di comunicare i risultati dei test si attiva un percorso condiviso attraverso la compilazione del PDP, firmato dai genitori, che tiene conto anche delle indicazioni dello staff psicopedagogico. Nel PDP il percorso approvato ed adottato è centrato sull’alunno e offre indicazioni sull’approccio didattico, sui materiali da utilizzare ed eventualmente su altri strumenti come computer e software specifici.

Se la condivisione non ha luogo, gli insegnanti provvedono comunque ad una programmazione individualizzata e mirata che semplifica gli obiettivi di apprendimento, propone esercizi alternativi, mappe concettuali, schede didattiche, computer per videoscrittura e software freeware che favoriscono modalità alternative di apprendimento.

La programmazione differenziata accompagna il percorso nelle scuole primarie e, alla sua conclusione, attraverso azioni di scambio tra docenti per garantisce il passaggio da un ordine all’altro per comunicare queste difficoltà. Vengono svolti incontri di continuità e condivisi i materiali, il piano personalizzato, le schede, l’attenzione, di natura preventiva, a come vengono rilevati gli errori.

 

Compiti degli insegnanti

  • Personalizzare e differenziare gli obiettivi
  • Offrire verifiche semplificate
  • Attuare modalità di cooperative learning (formalizzate e o meno): ad esempio scrivere una parte per una recita. Farlo insieme, farci una relazione, resoconto di una visita guidata…a piccoli gruppi. Si affidano ruoli, si pianificano le attività, si ruotano i ruoli.

 

Strumenti

  • Dettato di parole e comprensione.
  • Computer (uno per classe)
  • Schede didattiche
  • Mappe concettuali
  • Software
  • Testi semplificati



2.3.6 I processi di empowerment degli alunni con disabilità

I processi di empowerment per gli alunni disabili sono progettatti percorsi specifici. Sono percorsi che partono da quelli previsti per la classe, ma che tengono conto delle specificità e degli obiettivi potenzialmente raggiungibili dagli alunni. Questi percorsi prevedono un attivo inserimento degli alunni disabili attraverso attività comuni agli altri studenti, come ad esempio, i laboratori teatrali, le manifestazioni sportive, la musica.

Per ogni alunno viene redatto il piano educativo individualizzato (PEI) che viene monitorato dall’insegnante di classe e dal neuropsichiatra. La programmazione didattica individualizzata con gli obiettivi di apprendimento legati alle potenzialità di tutti i soggetti coinvolti consente di integrare l’alunno nella sua classe.

 

2.3.7 I processi di scuola e comunità per gli alunni stranieri

Per promuovere la piena integrazione dei ragazzi nel più vasto contesto sociale e per realizzare un progetto educativo che coniughi insieme successo formativo e pari opportunità nel rispetto delle differenze, la scuola ricerca risorse nel territorio. La collaborazione con servizi, associazioni, luoghi di aggregazione, amministrazioni locali è fondamentale per costruire una rete di intervento che rimuova eventuali ostacoli e favorisca una cultura dell’accoglienza e dello scambio culturale.

I processi con la comunità servono a:

  • rafforzare l’accoglienza;
  • rafforzare le competenze linguistiche;
  • integrare il lavoro degli insegnanti.

La Commissione accoglienza promuove contatti con le associazioni che operano sul territorio e collaborazioni con le amministrazioni locali per costruire percorsi comuni di formazione.

 

Attori e organizzazioni:

  • Unione comuni
  • CTP
  • Biblioteca di Arcidosso
  • Associazioni di stranieri
  • Comunità religiose
  • Centro sociale F. Arrighi
  • Contrade di Castel del Piano
  • Associazioni genitori

 

Strumenti

  • Scuola aperta: rendere protagonisti anche gli alunni stranieri.
  • Calendario di feste che tiene conto di tutte le feste religiose e civili di tutti i Paesi di provenienza degli alunni.
  • Festa della Toscana come occasione per aprirsi alle famiglie degli stranieri.
  • Incontri periodici per favorire lo scambio di conoscenze e per affrontare tematiche concrete riguardanti l’inserimento dello studente e delle famiglie nel tessuto sociale.



2.3.8 I processi di scuola e comunità per gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento

I processi che coinvolgono la scuola e la comunità sono molto ridotti: il coinvolgimento dell’ASL in alcuni casi è istituzionalizzato, ad esempio il neuropsichiatra, il terapista motorio o l’educatore professionale, in altri non lo è ma attraverso l’ASL sono comunque coinvolte professionalità come il logopedista.

Sebbene siano presenti alcune organizzazioni private che aiutano i ragazzi nello studio, tuttavia i rapporti non sono formalizzati.

Negli anni sono state organizzate con ASL giornate informative sui disturbi specifici dell’apprendimento, ma non sono programmate con continuità.















Sezione 3

Obiettivi e azioni per l’anno scolastico

3.1 Le differenze nelle capacità di apprendimento nei DSA

3.1.1 Analisi dell’esistente (valutazione anno precedente)

 

Dati alunni DSA

M

F

N.

Scuole primarie

2

1

3

Castel del Piano

1

 

1

Arcidosso

1

1

2

Seggiano

     

Montenero

     


     

Scuole secondarie di primo grado

12

4

16

Arcidosso

8

1

9

Castel del Piano

4

3

7

       
       
       

Totali

14

5

19

       
       



  • Certificati
  • Non certificati



      1. Obiettivi
  • Creare un clima culturale in grado di accogliere le diversità come occasione di conoscenza e di arricchimento per tutti  




3.1.3 Azioni

Programmazione individualizzata



3.1.4 Valutazione di impatto delle azioni

Posso valutare:

  • il livello di raggiungimento degli obiettivi (sa leggere o no nel modo che mi sono dato come livello preventivo)
  • il corretto uso degli strumenti che metto a disposizione
  • la motivazione dell’alunno nell’uso degli strumenti e nell’approccio scolastico (serenità…)



3.2 Le differenze linguistiche

3.2.1 Analisi dell’esistente (valutazione anno precedente)

Gli alunni stranieri iscritti alla scuola sono 213 pari al 24,9% del totale in modo. La distribuzione non mostra sostanziali differenze tra gli ordini delle scuole.

 

Dati alunni stranieri

M

F

N.

% su iscritti

Scuole dell'infanzia

29

31

60

26,0%

Montenero

3

0

3

 

Castel del Piano

14

19

33

 

Arcidosso

7

10

17

 

Seggiano

5

2

7

 
         

Scuole primarie

51

40

91

24,4%

Castel del Piano

26

20

46

 

Arcidosso

23

15

38

 

Seggiano

1

3

4

 

Montenero

1

2

3

 
         

Scuole secondarie di primo grado

34

28

62

25,2%

Arcidosso

18

18

36

 

Castel del Piano

16

10

26

 
         

Totali

114

99

213

24,9%



3.2.2 Obiettivi

Attraverso la realizzazione di una processo strutturato di azioni rivolte agli alunni stranieri si propone di creare un modello di intervento per l’accoglienza e l’inserimento di alunni stranieri, che realizzi soluzioni organizzative e didattiche attraverso la condivisione di risorse e competenze, proponendosi i seguenti obiettivi specifici:

  • facilitare l’ingresso a scuole di alunni stranieri;
  • sostenerli nella fase di adattamento;
  • entrare in relazione con la famiglia straniera;
  • favorire un clima di accoglienza nella scuola;
  • promuovere la collaborazione tra le scuole e tra scuola e territorio sui temi dell’accoglienza e dell’educazione interculturale.

 

3.2.3 Azioni

  • Specialista che interviene grazie a finanziamenti dell’Unione dei Comuni per gli alunni stranieri (programmazione educativa zonali) un paio d’ore per sviluppo competenze linguistiche. Sono lezioni di gruppo.
  • Laboratori interni linguistici
  • Progetti di gemellaggio elettronico (e-Twinning): collaborazioni e confronti con scuole di Paesi diversi su metodologie, strumenti, tematiche didattiche ecc…

 

3.2.4 Valutazione di impatto delle azioni

L’intervento di rafforzamento linguistico ha permesso di migliorare negli alunni stranieri le capacità di comprensione e quindi di inserimento. In particolare si sottolinea l’importanza dell’approccio allo studio dell’italiano attraverso la conoscenza del territorio.

Anche il progetto di e-Twinning ha avuto impatti positivi sugli alunni; la giornata aperta che si è tenuta il 4 giugno genitori e alunni sono stati coinvolti nella realizzazione dei prodotti e nella condivisione dei risultati ottenuti durante l’anno.



3.3 Le diverse abilità

3.3.1 Analisi dell’esistente (valutazione anno precedente)

 

Gli alunni disabili iscritti a scuola sono 20, pari al 2,3% del totale

Dati alunni

Totali

Alunni disabili

% su iscritti

Scuole dell'infanzia

231

2

0,9%

Primarie

373

11

2,9%

Scuole secondarie di primo grado

246

7

2,8%

Centro territoriale

4

 

0,0%

Totali

854

20

2,3%

 

Dei 20 alunni diversamente abili, 8 sono seguiti con orario pieno e 12 con orario ridotto. Il numero complessivo degli insegnanti di sostegno è 14.

 

Obiettivi

  • Creare un clima favorevole all’inserimento in classe
  • Personalizzare gli strumenti per lo sviluppo emotivo, logico e cognitivo
  • Raggiungere gli obiettivi minimi programmati

 

Azioni

  • Adeguamento delle strutture e dell’ambiente in fase di accoglienza
  • Redazione del PEI
  • Laboratori
  • Sostegno individuale

 

Valutazione di impatto delle azioni

Il processo educativo didattico individuato nel PEI di ogni alunno diversamente abile ha permesso: un aggiornamento continuo in base alle nuove esigenze sorte durante l’anno scolastico; una buona gestione dei rapporti con le famiglie e i servizi socio-sanitari; la garanzia di continuità del percorso formativo.

 

Allegati e strumenti

Allegati processi di accoglienza

Stranieri

 

Allegati processi di empowerment

  • Progetto non uno di meno
  • Certificazione delle competenze dell’alunno per ogni ordine
  • Scuola primaria 2.0

 

Allegati processi di scuola e comunità

 

Censimento delle risorse disponibili

Strutture

Opportunità relazionali

Schede buone prassi

Schede progetti



Titolo

Di cosa parla

Quando lo uso

Per chi lo uso

Il viaggio: video su you tube

https://www.youtube.com/watch?v=_c252JupeEc

Nella prima parte  sono i bambini immigrati che  parlano del loro viaggio reale e delle loro emozioni,nella seconda parte sono i ragazzi italiani che provano  ad  immaginare le difficoltà del  viaggio  e della vita in   un Paese sconosciuto.

Accoglienza in classe

Alunni stranieri



















Sezione 4

Il piano dell’inclusività













Scuola ____________________________________________a.s. 2016/2017

 

Piano Annuale per l’Inclusione

 

Parte I – analisi dei punti di forza e di criticità

 

  • Rilevazione dei BES presenti:

  • disabilità certificate (Legge 104/92 art. 3, commi 1 e 3)
 
  • minorati vista
 
  • minorati udito
 
  • Psicofisici
 
  • disturbi evolutivi specifici
 
  • DSA
 
  • ADHD/DOP
 
  • Borderline cognitivo
 
  • Altro
 
  • svantaggio (indicare il disagio prevalente)
 
  • Socio-economico
 
  • Linguistico-culturale
 
  • Disagio comportamentale/relazionale
 
  • Altro
 

Totali

 

% su popolazione scolastica

 

N° PEI redatti dai GLHO

 

N° di PDP redatti dai Consigli di classe in presenza di certificazione sanitaria

 

N° di PDP redatti dai Consigli di classe in assenza di certificazione sanitaria

 

 

  • Risorse professionali specifiche

Prevalentemente utilizzate in…

Sì / No

Insegnanti di sostegno

Attività individualizzate e di piccolo gruppo

 
 

Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.)

 

AEC

Attività individualizzate e di piccolo gruppo

 
 

Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.)

 
 

Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.)

 
 

Attività individualizzate, attività di: mediazione, gestione, organizzazione,raccolta dati,stesura

 

Coordinamento

Supporto specializzato

 

Referenti di Istituto (disabilità, DSA, BES)

   

Psicopedagogisti e affini esterni/interni

Psicologa esterna e psicopedagogista interna

 

Altro:

   

Altro:

   

 

  • Coinvolgimento docenti curricolari

Attraverso…

Sì / No

Coordinatori di classe e simili

Partecipazione a GLI

 

Rapporti con famiglie

 

Tutoraggio alunni

 

Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva

 

Docenti con specifica formazione

Partecipazione a GLI

 

Rapporti con famiglie

 

Tutoraggio alunni

 

Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva

 

Altro:

 

Altri docenti

Partecipazione a GLI

 

Rapporti con famiglie

 

Tutoraggio alunni

 

Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva

 

Altro:

 





  • Coinvolgimento personale ATA

Assistenza alunni disabili

 

Progetti di inclusione / laboratori integrati

 

Altro:

 
  • Coinvolgimento famiglie

Informazione /formazione su genitorialità e psicopedagogia dell’età evolutiva

 

Coinvolgimento in progetti di inclusione

 

Coinvolgimento in attività di promozione della comunità educante

 

Altro:

 
  • Rapporti con servizi sociosanitari territoriali e istituzioni deputate alla sicurezza. Rapporti con CTS / CTI

Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati sulla disabilità

 

Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati su disagio e simili

 

Procedure condivise di intervento sulla disabilità

 

Procedure condivise di intervento su disagio e simili

 

Progetti territoriali integrati

 

Progetti territoriali a livello di singola scuola

 

Rapporti con CTS / CTI

 

Altro:

 
  • Rapporti con privato sociale e volontariato

Progetti territoriali integrati

 

Progetti territoriali a livello di singola scuola

 

Progetti a livello di reti di scuole

 
  • Formazione docenti

Strategie e metodologie educativo-didattiche / gestione della classe

 

Didattica speciale e progetti educativo-didattici a prevalente tematica inclusiva

 

Didattica interculturale / italiano L2

 

Psicologia e psicopatologia dell’età evolutiva (compresi DSA, ADHD, ecc.)

 

Progetti di formazione su specifiche disabilità (autismo, ADHD, Dis. Intellettive, sensoriali…)

 

Altro:

 

Sintesi dei punti di forza e di criticità rilevati*:

0

1

2

3

4

Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo

         

Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti

         

Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive;

         

Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’interno della scuola

         

Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi esistenti;

         

Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l’organizzazione delle attività educative;

         

Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi;

         

Valorizzazione delle risorse esistenti

         

Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione

         

Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo.

         

Altro:

         

Altro:

         

* = 0: per niente 1: poco 2: abbastanza 3: molto 4 moltissimo

Adattato dagli indicatori UNESCO per la valutazione del grado di inclusività dei sistemi scolastici

Parte II – Obiettivi di incremento dell’inclusività proposti per il prossimo anno

 

Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo (chi fa cosa, livelli di responsabilità nelle pratiche di intervento, ecc.)


Le risorse presenti nell’Istituto sono: Psicopedagogista, coordinamento supporto e raccordo con equipe ASL.

Insegnanti di sostegno: stesura e realizzazione dei rapporti con l’equipe ASL e le famiglie

Docenti: partecipazione alla stesura e alla realizzazione dei PEI e del PDP, rapporti con le famiglie e l’equipe ASL

GLI: rilevazione dei BES, raccordo e coordinamento delle proposte formulate dai GLH, elaborazione del Piano Annuale dell’Inclusività.

Dirigente scolastico: gestisce tutte le risorse coinvolte.


Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti


Compatibilmente con le risorse finanziarie a disposizione dell’Istituto, si attiveranno corsi di formazione e d aggiornamento per gli insegnanti per:

  • Il riconoscimento dei BES
  • Gestione e programmazione di interventi per migliorare la gestione delle situazioni di disagio e svantaggio

Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive;

Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’interno della scuola

Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi esistenti

Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l’organizzazione delle attività educative

Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi;

Valorizzazione delle risorse esistenti

Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione

Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo.

 

Approvato dal Gruppo di Lavoro per l’Inclusione in data _________

Deliberato dal Collegio dei Docenti in data _________

 

Allegati:

 

  • La proposta di assegnazione organico di sostegno e altre risorse specifiche (AEC, Assistenti Comunicazione, ecc.) è disponibile presso gli uffici di segreteria.